Cartoline dal tour europeo
Mentre altrove si rompono uova di cioccolata, mettono in streaming il singolo e segnalano la copertina di Day After Day tra i meravigliosi lavori di Martina Merlini, i nostri girano l’Europa.
E come ormai è consuetidine, ci raccontano come va.
Partiti. Nella tarda mattinata da Bologna, breve sosta a Torino per caricare colui che scrive, e poi a velocità costante verso Grenoble. Velocità da crociera non si può dire, dato che il paesaggio fuori dal finestrino del furgone oggi – e almeno per alcuni giorni a venire – era tutt’altro che marino: montagne innevate e imponenti e una bella autostradona che si arrampica su fino al Frejus, retaggio infrastrutturale pre-olimpiadi. Niente fermate. La pausa nel parcheggio dell’Auchan di Rivoli dov’era il nostro appuntamento è stata sufficiente per rifocillarsi con un po’ del buon vecchio tour food, cioè panini creati a regola d’arte improvvisando direttamente seduti in furgone. Poche ore e siamo in Francia.
L’incontro con la ville è stato molto piacevole. I soliti giri in più a casaccio che il navigatore ci fa fare prima di raggiungere la meta ci permettono di godere della vista della città. Anche se dopo un po’, abbastanza da copione, uno si stanca di girare per le strette vie del centro rischiando la fiancata ad ogni angolo, e quindi il buon Suri parcheggia su di un bel passo carrabile, e Maolo raggiunge il posto a piedi. Bisogna sottolineare che non è sempre così complicato arrivare ai luoghi dei concerti, ma questa sera la situazione è piuttosto particolare: è un house concert! Siamo a casa di Vincent, e suoneremo in acustico nel suo salotto. Un set ridotto a livello di strumentazione (chitarra acustica, tastierina e una batteria elettronica) ma che certamente promette di raggiungere alti livelli in quanto ad atmosfera e coinvolgimento: mentre sistemiamo gli strumenti e vi scrivo il nostro ospite è intento a sbucciare patate e melanzane per cucinarci la cena, in sottofondo itunes suona musica a basso volume. Poi pian piano la stanza si riempie di persone, tutti arrivano con qualcosa da bere o da mangiare, si fanno quattro chiacchiere, si esce nel cortiletto interno a fumare… insomma, una perfetta festa in casa. Con la differenza che ci sono questi 6 italiani che si aggirano appiccicando le magliette del banchetto sulle scale che portano al soppalco, avvicinandosi un po’ timidi al tavolo per prendere una birra, e che tra poco suoneranno qualche canzone: immagino che dalle mie parole abbiate capito che il clima è molto rilassato.
Dopo il concerto ci divideremo per la notte, alcuni resteranno qui, altri andranno a casa di Fabien, un altro amico. Altri invece (gli appartenenti al cosiddetto genere animali da tour) vogliono dormire in furgone, per evitare di scaricare tutti gli strumenti e le valigie. Comportamento apparentemente eroico, già, ma che il più delle volte non è che un pratico escamotage operato dal suddetto genere per svegliarsi più tardi la mattina.
Domani Metz, all’Émile Vache. À bientôt mes amis!













