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Napoli: un’introduzione

Innanzi tutto mi scuso con tutti i lettori se gli aggiornamenti al blog non saranno pedissequamente postati e dispiace se di qui all’ prossimo intervento intercorreranno un po’ di giorni…purtroppo nessuno di noi è munito di portatile e molto spesso la linea internet non è così facilmente reperibile, dunque dovrete sorbirvi post interminabili di sproloqui indecifrabili.

Adesso ad esempio vi scrivo da Cosenza vecchia, con un computer molto lontano dall’essere uno dei vostri comodi Mac limpidamente e cangiantemente bianco, qui, infatti, nell’ostello dove il buon Nirta ieri ci ha scortato c’è ancora un vecchio Philips di Tower munito, con una tastiera un po’ malandata…credo che comunque andrà bene per il nostro primo resoconto…e se non va bene questo ho e questo deve andarmi bene!


Cerchiamo di fare ordine…

Il mio intento non sarà quello di scrivere lunghissimi papiri di lusinghe a luoghi e città, promoter e locali, nè tantomeno quello di farvi una telecronaca dettagliata minuto per minuto di quello che ci è capitato in questi primi tre giorni di tour.

Sappiate che sarà diverso dal nostro solito post o quantomeno la mia disposizione è impostata a far sì che sia diverso…del tutto lungi dall’essere la ormai collaudata Fotina+Raccontino (anche perchè di foto a meno che non ce le facciate pervenire ai nostri recapiti mailistici sarà molto dura postarle…i cellulari non fanno ancora il loro sporco lavoro a riguardo).

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24

02 2010

Miami Ancora ultimo atto: Scaglia

Il 16 febbraio – in contemporanea col Festival di Sanremo, peraltro – è cominciato il tour nel sud della penisola dei My Awesome Mixtape. Stasera saranno a Cosenza, al Partyzan. (Tutte le date le trovate qui)

E mentre attendiamo che i nostri trovino una connessione ad internet da cui raccontare come sono andate le prime due date di Napoli e Catanzaro, c’è ancora da leggere Milano secondo Scaglia e domani Seregno vista da Maolo.

miamimancho

Photo by Felson.

“..Milano la notte è un film muto..” scriveva Aken.
Arriviamo al Leoncavallo infreddoliti, incapucciati e soprattutto affamati su un furgone simile a quello della banda del rubinetto
di “Mamma ho perso l’ aereo”.


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18

02 2010