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Cartoline dal tour/ puntata due

Il concerto a casa di Vincent è stato – come del resto avevamo previsto – una parentesi musicale di grande complicità tra musicisti e pubblico in una serata veramente rilassata e piacevole. Ad un certo punto ci si è direttamente seduti tutti per terra e le canzoni venivano accompagnate dagli ascoltatori che battevano il tempo con le mani, usando il pugno sul parquet come grancassa.

Dopo un giorno internet free a Metz, dove il concerto è andato abbastanza bene, ma è stato pesantemente inficiato dalla mancanza di pubblico – pioggia fitta, freddo pungente, l’essere in una delle pochissime regioni francesi in cui il venerdì di Pasqua tutto è chiuso non hanno certo aiutato – ecco la furga del Marmo giungere in territorio tedesco. Il viaggio, dato che non eravamo troppo stretti con i tempi, è stato fatto praticamente soltanto su strade statali e provinciali. In particolare nel primo tratto Metz-Strasburgo il paesaggio era davvero suggestivo: una strisciolina di asfalto grigio in mezzo alle colline tra Francia e Germania, nel cielo nuvoloni da pioggia che restano lì minacciosi ma non fanno nulla e ogni tanto qualche paesino in cui si riconosce precisa la solita struttura chiesa, boulangèrie e bar. Luoghi proibiti per noi vagabondi, e quindi riecco spuntare l’ormai celebre pranzo nel parcheggio del supermercato con affettati e formaggi in vaschetta.

Adesso siamo a Konstanz, esattamente sul confine tra Svizzera e Germania. Il locale dove i regaz suonano stasera è il “Kula” (forma abbreviata di Kulturladen, immagino). Una struttura piuttosto grande e che si è rivelata fin da subito ottimamente organizzata: una sala concerti e un palco decisamente top, un backstage ben fornito di cibarie e (soprattutto?) bevande, e una serie di persone che ci lavora davvero gentile e disponibile.

Ma qual è il grande avvenimento del giorno? Ma ovviamente il grande arrivo di Fefè, una specie di risurrezione pasquale un giorno in anticipo! E ci vediamo costretti a spendere qualche parola per il nostro amico, trattenuto – fuori programma – al suo lavoro di giornalista in quel di Ravenna, costretto a svegliarsi all’alba per lasciare la confortevole terra di Romagna e prendersi cinque (cinque, signori e signore!) treni per raggiungerci in questa avventura on the road. Ma ora finalmente è con noi, a dividere gioie e dolori e a spartirsi anche lui la sua parte di furgone – che ormai sta diventando sempre più una lotta di sopravvivenza tra noi, le valigie, gli strumenti e le provvigioni di merendine e grissini.

Domani ritorneremo in Francia, a Colmar. Stay tuned!

Rob AKA Ten Dogs

08

04 2010