Flashback su Plzen
Siamo riusciti a recuperare una testimonianza del nostro carissimo Andrea Mancin sulla serata di Plzen dove, come ripeto, internet non era dalla nostra parte, eccola a voi:
Ieri si è concluso il nostro piccolo tour ceco-slovacco, giro nel giro, accompagnati dal nostro caro amico e fratello Andrea Rottin. L’occasione di visitare la splendida cittadina di Plzen, da noi conosciuta per la birra, è di quelle ghiotte, anche perché non eravamo mai stati in questi 4 tour nella parte occidentale della rep. Ceca, se non di passaggio. Ed effettivamente notiamo differenze di stile e di paesaggio rispetto alla parte orientale, frutto probabilmente della vicinanza con la Germania. O forse siamo particolarmente suggestionabili. Il locale, situato in centro, si chiama Divadlo Pod Lampou ed è molto carino, ci ricorda il Covo, con il palco molto alto e la sala lunga e stretta. L’accomodation è al di sopra del locale.
Inizia presto un gruppo locale, di cui non ricordo il nome, composto da ragazzi di 14 anni, che fanno hip hop in ceco, tutto suonato (in 8 sul palco). Sono nati da un progetto scolastico – ci racconta il loro professore di musica, una sorta di personale trainer – che durante l’esibizione assiste i suoi ragazzi in tutto e per tutto, ricordandogli persino le pause nei pezzi e le coreografie da adottare. Sono l’orgoglio del loro istituto. Nella scuola pubblica ceca esiste anche questo. L’ennesima conferma che le cose all’estero spesso funzionano molto meglio che in Italia.
Dopo di loro, Andrea Rottin fa il suo solito sporco rock’n'roll per chitarra acustica e voce. Ormai sappiamo i pezzi a memoria e credo fermamente che abbia un talento al di fuori del comune, infatti riesce ad ammagliare lo sparuto pubblico sotto le transenne. Io, Scaglia, Rob, e Fede facciamo un po’ di pezzi con lui, ne roviniamo completamente un paio ma ci divertiamo un sacco. Un esperimento da riproporre, magari un minimo più studiato. Concludiamo con 2001 degli Os Mutantes.
Dopo un breve cambio palco saliamo noi; si sente particolarmente bene, grassi volumi sul palco. Ne approfittiamo per provare pezzi che avevamo lasciato in pace per buona parte del tour. Sudiamo e puzziamo come al solito. Ci divertiamo come al solito.
Poi smontiamo dormiamo e ripartiamo, questa volta per Maribor, da cui sto scrivendo questo report. In furgone abbiamo ascoltato 7 compilation italo disco di Coppa. Dal primo all’ultimo pezzo.
Figata essere in tour, peccato sia quasi finito.
Mancho.











